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DATA: 2018-10-09



Una nuova arma biologica: insetti geneticamente modificati per proteggere le colture


Il progetto ha un nome tutto sommato innocuo, Insect allies, ossia insetti alleati. Ma potrebbe nascondere una potenziale arma biologica molto pericolosa. L'obiettivo per cui è stato sviluppato è di ottenere colture resistenti al freddo, alla siccità, alle inondazioni, agli erbicidi e alle malattie. Secondo la Darpa, l'agenzia di difesa americana, ideatrice del progetto, per farlo basterebbe introdurre nelle piantagioni un virus infettivo trasportato da insetti geneticamente modificati. Un programma che sta destando dubbi e preoccupazioni fra gli scienziati, avvocati ma anche fra gli addetti ai lavori del settore agricolo. Le maggiori perplessità riguardano il fatto che le modifiche genetiche potrebbero sfuggire al controllo degli scienziati, causando mutazioni impreviste e imprevedibili negli insetti e nei raccolti, e anche la trasparenza del progetto. Lo spiega un articolo pubblicato su Science a firma di Richard Guy Reeves, biologo dell'Istituto Max Planck, Silja Voeneky, condirettore dell'Istituto di diritto pubblico dell'Università di Friburgo, e altri ricercatori
Ogm orizzontali

Le attuali tecnologie genetiche applicate all'agricoltura permettono, in laboratorio, l'inserimento di modifiche in specifici geni. Quest'approccio però ha dei limiti, soprattutto in termini di rapidità e flessibilità. Le modifiche infatti, si devono diffondere verticalmente, cioè da una generazione di piante alla successiva. Il programma finanziato dalla Darpa dovrebbe riuscire a superare queste limitazioni. L'obiettivo è riuscire ad apportare alle colture le modifiche genetiche attraverso un virus infettivo. Questi virus, detti Hegaas, sarebbero diffusi con un approccio orizzontale, in grado cioè di modificare i cromosomi di tutte le piante nello stesso momento. Secondo gli autori dell'articolo, non vi è stata, da parte della Darpa, un'adeguata fase di discussione e confronto pubblici sul progetto, il che potrebbe far percepire Insect Allies come un passo verso lo sviluppo di agenti biologici con finalità ostili. Ovvero, in altre parole, di armi biologiche.
Insetti alleati

Il progetto della Darpa richiede almeno tre modifiche genetiche per ottenere un guadagno funzionale nel fenotipo cioè l'espressione fisica dei geni delle colture. Tuttavia, non prescrive in che modo tali modifiche vadano trasmesse alle piante. Nel luglio del 2017, uno dei tre consorzi attivi nel progetto è stato premiato con 27 milioni di dollari in contratti di ricerca dalla Darpa per aver sviluppato un sistema di diffusione basato sugli insetti. Stando a quanto si sa finora, il metodo prevede l'uso di insetti per diffondere Hegaas, specialmente afidi, mosche bianche e cicadelle, ed è già stato testato in serre protette su mais e pomodoro.
I dubbi: verso una nuova arma biologica?

L'uso degli insetti come vettore per il virus è forse l'aspetto del progetto che suscita le maggiori preoccupazioni. La Darpa giustifica questa scelta citando la carenza di un equipaggiamento adeguato all'irrorazione nelle aziende agricole. Secondo gli autori dell'articolo, però, l'uso di spray e la irrorazione aerea "convenzionale" sarebbe molto più facilmente controllabile rispetto alla diffusione di insetti geneticamente modificati e infettati con Hegaas. Secondo i progetti dell'agenzia, questi insetti dovrebbero avere un ciclo di vita di due settimane, il che dovrebbe quindi impedire eventuali diffusioni indesiderate del virus. Tuttavia, secondo Reeves e colleghi, gli insetti potrebbero comunque infettare loro simili o piante non appartenenti direttamente alla piantagione. "Usare gli insetti per diffondere Hegaas riflette un'intenzione offensiva, più che difensiva" afferma Guy Reeves. "Se questo tipo di approccio dovesse essere effettivamente realizzato, sarebbe più facile realizzare armi biologiche". Il che, tra l'altro, costituirebbe una violazione della Convenzione sulle Armi Biologiche del 1972. Tra l'altro, arguisce ancora Reevese, nei documenti pubblici relativi al progetto non si trova alcuna spiegazione sulle regole di utilizzo degli insetti e sui protocolli da attuare. Una mancanza, dicono i ricercatori, che mina alla base la credibilità degli intenti dell'intero programma.

di Lorenzo Tenuzzo


FONTE: https://www.galileonet.it

RAGGIUNGIBILE ALL'INDIRIZZO:
https://www.galileonet.it/2018/10/nuova-arma-biologica-insetti-ogm-colture/