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DATA: 2022-01-07



Cosa sono gli xenobot, i primi robot in grado di autoriprodursi


Con l'arrivo dellâeuro™era dei robot, la nostra vita, così per come la conosciamo, è destinata a cambiare: potremmo perdere il lavoro o trovarci costretti ad adattarci alla loro presenza, ma, in realtà, potremmo anche ottenere dei grossi benefici. Ci sono infatti anche dei robot che sono stati creati proprio per aiutare l'uomo e che potrebbero diventare il metodo principale per risolvere problemi che, altrimenti, per noi sarebbero semplicemente insormontabili: tra questi, troviamo gli xenobot.
Arrivano gli xenobot, robot viventi in grado di riprodursi da soli

Gli xenobot sono minuscole macchine biologiche capaci di sopravvivere autonomamente: sono infatti in grado di muoversi, autorigenerarsi e organizzarsi collettivamente pur di salvaguardare la propria sicurezza, insomma, sono dei veri e propri robot viventi, che, però, si discostano in modo netto dallâeuro™idea di robot che abbiamo generalmente; questo perché non sono stati costruiti con ferro o metallo, ma a partire dalle cellule della rana.

Creati prima dellâeuro™inizio del 2020 da alcuni ricercatori provenienti dalle Università di Harvard, di Tuft e del Vermont, con il passare dei mesi, gli xenobot hanno raggiunto una versione più avanzata. Con questa evoluzione, hanno così ottenuto una memoria registrabile, con cui potrebbero riuscire a ricordare un percorso o un compito specifico, ma non è tutto, perché di recente hanno anche iniziato a riprodursi autonomamente.
Lo scopo degli xenobot è quello di aiutarci nei grandi problemi della vita

Il compito degli xenobot non è semplice: inizialmente progettati per rilevare e registrare la presenza di contaminazioni radioattive o inquinanti chimici, questi robot sarebbero infatti perfetti per provare a ripulire le acque o il suolo dalle microplastiche. Con lâeuro™avvento della pandemia di Covid-19 e la naturale evoluzione delle cellule, i ricercatori hanno però incominciato ad interessarsi maggiormente al modo in cui questi robot si riproducono.

Questâeuro™ultima funzione sviluppata dagli xenobot sembra infatti la chiave per comprendere meglio il metodo di diffusione delle cellule, che può, a sua volta, essere dâeuro™aiuto per capire come si replicano i virus: con queste ulteriori conoscenze, si otterrebbe poi un grande aiuto nella produzione dei vaccini necessari a contrastare le pandemie.
Secondo gli esperti la strada è promettente

Joshua Bongard, esperto di robotica e informatica a capo del progetto, è fiducioso riguardo allâeuro™utilità degli xenobot: secondo la sua opinione, studiando questi piccoli robot, potrebbe essere possibile riuscire a sviluppare diverse tecnologie o addirittura macchine viventi. Partendo da quelle addette alla pulizia dei mari, si potrebbe persino arrivare a creare nuovi medicinali o a sfociare nella medicina rigenerativa. Gli xenobot sembrano infatti piuttosto versatili e, grazie alle funzioni di cui sono già dotati, come lâeuro™autorigenerazione e la memoria interna, potrebbero diventare dei modelli per ideare nuovi metodi per ripristinare i tessuti danneggiati degli esseri viventi.

di Giorgia Garbulli Cavazzini


FONTE: https://www.buonenotizie.it

RAGGIUNGIBILE ALL'INDIRIZZO:
https://www.buonenotizie.it/innovazione/2022/01/07/cosa-sono-gli-xenobot-i-primi-robot-in-grado-di-autoriprodursi/galbulli/