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DATA: 2021-06-01



Terapie Covid: gli studi oltre il vaccino


Tra le terapie per combattere il Covid-19 ce n'è una in corso di sperimentazione.

Si stanno sperimentando nuove terapie contro il Covid-19. Con l'avanzare della campagna vaccinale abbiamo distolto lo sguardo dai passi avanti delle terapie. Si sta cercando di studiare un trattamento specifico, efficiente e non invasivo, che possa aiutare anche i pazienti più gravi durante la degenza e nella ripresa.
Cosa succede nei mesi successivi all'infezione

Dopo la guarigione clinica, il 60% dei pazienti con forme più gravi di Covid presenta uno stato invalidante caratterizzato da fatica, affanno, difficoltà di concentrazione, perdita dell'olfatto e del gusto. Questa condizione è detta long-Covid. Probabilmente è dovuto allo stato infiammatorio che persiste dopo la negativizzazione. Per questo tipo di pazienti non esistono ancora terapie utili ad accelerare la ripresa. Ma si sta lavorando affinché entri a pieno regime una terapia in grado di combattere il Covid e il long-Covid, senza incorrere in danni permanenti.

Nuove terapie allo studio contro il Covid

Una di queste terapie è la camera iperbarica: ambiente nel quale la pressione atmosferica è maggiore rispetto al normale. L'ossigeno che si respira è puro, la sua concentrazione nel plasma cresce man mano che aumenta la pressione dell'aria che si respira. Questo processo di respirazione fa raggiungere livelli di ossigeno nel sangue talmente elevati da permettere alle cellule del corpo di risanarsi semplicemente stando dentro una camera iperbarica. Quest'ultima si utilizza per accelerare i processi di rigenerazione e convalescenza del corpo a seguito di traumi gravi: in questo caso il Covid.
In quale fase della malattia interviene la terapia

La terapia da camera iperbarica viene sperimentata su pazienti affetti da forme gravi di Covid e su pazienti che, in breve tempo, hanno sviluppato un'accelerazione dell'infiammazione e un rapido peggioramento. Questo perché la camera iperbarica punta direttamente a combattere i sintomi più evidenti e invalidanti come la mancanza di ossigeno. Non è, dunque, una terapia in grado di combattere il virus alla fonte, ma è in grado di prevenire gli stati gravi che determineranno danni permanenti e alti tassi di mortalità.

Per quanto riguarda la terapia riabilitativa, il trattamento dell'ossigenoterapia iperbarica (OTI) è in grado di agire anche dopo aver sconfitto il virus, curando i sintomi che permangono, come la mancanza di ossigeno che causa debolezza e affaticamento.
Gli studi in corso sul trattamento iperbarico per combattere il Covid-19

Sino ad oggi sono dodici gli studi in corso per testare l'efficacia dell'OTI. Il più avanzato è quello di Buenos Aires del 2020 nel quale 36 pazienti sono stati trattati con ossigeno iperbarico. Dopo soltanto due sedute hanno avuto miglioramenti importanti. I medici hanno deciso di inserire la terapia a pieno regime riuscendo sensibilmente a ridurre i casi gravi e la mortalità. I risultati preliminari dello studio clinico dimostrano che il trattamento riduce la necessità dei respiratori e dei tempi di recupero nei pazienti infetti.

L'OTI, nel caso di una malattia che colpisce il sistema respiratorio come il Covid-19, è utile perché fornisce la quantità di ossigenazione corretta al corpo. La risposta infiammatoria del paziente al virus danneggia i tessuti che, grazie alla terapia, potrebbero essere risanati.
I benefici secondari della terapia OTI contro il Covid

Il trattamento presenta diversi benefici secondari, oltre a rappresentare una terapia efficace per combattere i sintomi. La terapia è indicata per tutti i pazienti Covid che non presentano la necessità di ventilazione meccanica, ma che vanno velocemente incontro ad un peggioramento. L'obiettivo è prevenire la forma grave del virus per evitare la necessità di un supporto respiratorio.

Una camera iperbarica può essere utilizzata da diversi pazienti contemporaneamente, nei centri specialistici. Questa potrebbe essere la risposta alla mancanza di posti letto nelle terapie intensive e di respiratori sufficienti durante le ondate importanti di Covid-19.

Il trattamento non è invasivo a differenza del respiratore. Il secondo lavora solo sulla meccanica respiratoria, non aumenta la disponibilità di ossigeno. La camera iperbarica invece diviene a tutti gli effetti una terapia farmacologica.

di Flavia Santilli


FONTE: https://www.buonenotizie.it

RAGGIUNGIBILE ALL'INDIRIZZO:
https://www.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2021/06/01/terapie-covid-gli-studi-oltre-il-vaccino/santilli/