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DATA: 2026-11-03



Cartello stradale usurato o sbiadito? In questi casi la multa non vale, lo specifica la legge


Un cartello stradale consumato dal tempo può creare dubbi importanti per chi guida, soprattutto quando una sanzione arriva dopo aver attraversato un tratto poco segnalato.

La questione riguarda la leggibilità della segnaletica e le responsabilità di chi deve mantenerla in buone condizioni. Non tutte le multe contestate, però, vengono annullate: servono circostanze precise e una ricostruzione documentata. Per questo è utile conoscere termini e modalità del ricorso prima di intervenire.
Cartelli illeggibili, cosa dicono Codice della Strada e Cassazione

Gli articoli 37 e 38 del Codice della Strada sono chiari: la segnaletica stradale deve essere mantenuta in condizioni tali da essere visibile, riconoscibile e utile alla circolazione. Il principio, richiamato più volte anche dalla Cassazione, è piuttosto semplice: un obbligo imposto da un cartello vale se chi guida può vederlo e capirlo per tempo. Non quando ormai è troppo tardi.

Il problema nasce soprattutto sulle strade veloci. Un segnale scolorito dal sole, sporco o consumato dal maltempo può diventare, di fatto, inutile. A 130 km/h un conducente deve poter leggere l'indicazione con anticipo, distinguere colori e simboli, capire se si trova davanti a un limite di velocità, a un divieto o a una prescrizione temporanea. Se il rosso del divieto è sparito, se il numero del limite è quasi cancellato, o se il pannello si legge solo a pochi metri, la contestazione può reggere.

C'è poi un punto spesso trascurato. Conoscere già quella strada non basta a salvare il cartello difettoso. Il fatto che l'automobilista passi lì ogni giorno e "sapesse" dell'esistenza del limite non rende valido un cartello illeggibile. Per la giurisprudenza, la visibilità del segnale fa parte dell'obbligo stesso. Se manca, anche la multa può essere messa in discussione.
Quando la multa resta valida anche con un cartello rovinato

Non ogni cartello deteriorato fa cadere automaticamente la sanzione. Ci sono casi in cui il verbale resta valido anche se la segnaletica verticale non è perfetta. Succede, per esempio, con i limiti generali di velocità: i 130 chilometri orari in autostrada, oppure i 110 in caso di pioggia. Sono regole previste direttamente dalla legge, non dalla presenza del cartello. E l'automobilista deve conoscerle.

Diverso il caso di un limite specifico, magari fissato in un tratto con lavori, curve pericolose o condizioni particolari della carreggiata. Qui il segnale deve essere chiaro. Il ricorso, però, può essere respinto se l'obbligo era comunque comprensibile grazie ad altri elementi: una segnaletica orizzontale ben visibile sull'asfalto, un pannello ripetuto poco prima o poco dopo, oppure un secondo cartello perfettamente leggibile con la stessa indicazione.

In situazioni del genere, l'autorità può sostenere che il conducente fosse comunque nelle condizioni di conoscere la prescrizione. La valutazione è concreta: contano il punto esatto, la distanza, la velocità consentita, la presenza di altri segnali e la reale possibilità di percepire l'obbligo senza frenate o manovre improvvise.
Foto, video e ricorso: come contestare la sanzione nei termini

Chi riceve una multa e ritiene che dipenda da un segnale sbiadito deve muoversi subito. Il motivo è semplice: l'ente proprietario della strada potrebbe sostituire il cartello dopo una segnalazione o durante normali lavori di manutenzione. Le prove, quindi, vanno raccolte in fretta, ma sempre in sicurezza, senza fermarsi in punti pericolosi e senza creare rischi alla circolazione.

Le fotografie devono mostrare sia il dettaglio del cartello illeggibile, sia la situazione attorno: carreggiata, distanza da cui il segnale si vede, eventuali altri cartelli, condizioni di luce. Anche un video può aiutare, soprattutto se riprende l'avvicinamento al segnale alla velocità consentita. Meglio ancora se nelle immagini compaiono data, luogo e riferimenti riconoscibili, come chilometro autostradale, svincolo, area di servizio vicina o barriere laterali.

Il ricorso può essere presentato entro 60 giorni dalla notifica al Prefetto, senza contributo unificato, oppure entro 30 giorni al Giudice di Pace, pagando i costi previsti. Nel testo bisogna indicare il difetto di manutenzione, spiegare perché il segnale non era percepibile e allegare le prove raccolte. Nei casi analoghi, il punto decisivo resta sempre lo stesso: dimostrare che la multa nasce da un obbligo non comunicato in modo chiaro al conducente.

di Raffaele Moauro


FONTE: https://www.webnews.it

RAGGIUNGIBILE ALL'INDIRIZZO:
https://www.webnews.it/cartello-stradale-usurato-o-sbiadito-in-questi-casi-la-multa-non-vale-lo-specifica-la-legge/