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DATA: 2026-11-05



Educazione ambientale a scuola: i ragazzi inventano alternative alla plastica


L'educazione ambientale a scuola può partire da una domanda concreta: quali oggetti di plastica usa e getta possiamo evitare? Gli studenti di una scuola di Singapore se la sono posta guardando la mensa. Hanno scoperto che i loro 2.000 compagni usavano ogni anno 72.000 contenitori e stoviglie di polistirolo e plastica. La loro campagna per i contenitori riutilizzabili ha vinto l'edizione 2026 della sfida internazionale Unplastify. Lo racconta il reportage pubblicato il 14 ottobre da Reasons to Be Cheerful, rivista di giornalismo costruttivo.

Senza interventi, la produzione mondiale di plastica potrebbe più che raddoppiare in quindici anni, secondo il Pew Charitable Trusts. E meno del 10% della plastica viene riciclato. Per questo la sfida punta sulla sostenibilità ambientale alla fonte: ridurre la plastica prima che diventi rifiuto.
Educazione ambientale, il progetto lo scelgono gli studenti

Il programma è gratuito e si rivolge a ragazzi di 15 e 16 anni. Lo hanno fondato nel 2018 la designer industriale Tati Besada e l'architetto Rocío González. È sostenuto dalla National Geographic Society, come spiega il comunicato della fondazione. In classe gli insegnanti guidano i gruppi per circa tre mesi. Ma sono gli studenti a scegliere il problema e a progettare la soluzione.

In otto anni hanno partecipato oltre 3.000 studenti di 400 scuole in 25 Paesi, soprattutto in America Latina. Insieme hanno proposto più di 1.000 strategie, che secondo l'organizzazione hanno evitato circa 72 tonnellate di plastica. In Costa Rica una classe ha sostituito le spugne di plastica con spugne vegetali di luffa. In Cile gli studenti hanno inventato un'alternativa biodegradabile ai glitter, evitando quattro chili di plastica in un anno. In Colombia hanno convinto negozianti e macellai a usare foglie di banano al posto della pellicola.
Convincere la scuola, non solo cambiare oggetto

Sostituire un bicchiere di plastica con uno di carta non basta, spiega Besada nel reportage di Reasons to Be Cheerful. Sarebbe solo un altro prodotto usa e getta. La domanda vera è come far accettare un'alternativa a tutta una classe, una scuola o un quartiere. Può voler dire trovare un fornitore, convincere chi gestisce la mensa o presentare un bilancio alla dirigenza. «Bisogna argomentare», dice Besada. «Devono prepararsi per quell'incontro».

È un'educazione ambientale che passa dalla pratica: lungo il percorso i ragazzi imparano a fare ricerche, a lavorare in gruppo e a parlare in pubblico. Alcuni hanno trasformato il progetto in un'attività vera. In Cile un gruppo ha convinto alcuni negozi a vendere olio d'oliva sfuso. Il contenitore e il dispenser li hanno progettati loro. È lo stesso principio del progetto Spesa Disimballata, che sostituisce il monouso con contenitori riutilizzabili grazie all'accordo fra clienti e commercianti.
Misurare per capire che cosa funziona

Il premio della sfida valuta l'impatto, la comunicazione, la creatività e la collaborazione. Nell'educazione ambientale conta anche misurare: contare gli oggetti usati prima e dopo il cambiamento aiuta a capire che cosa funziona. La raccolta dei dati serve anche su scala più grande, come nel progetto per monitorare la plastica nelle acque del Po.

E ogni oggetto evitato agisce a monte, prima ancora di dover ridurre l'inquinamento da microplastiche nei laghi e nei fiumi.

Non è un caso isolato. Tide Turners, il programma educativo delle Nazioni Unite contro l'inquinamento da plastica, nel 2025 ha superato il milione di giovani iscritti in 61 Paesi. Secondo l'UNEP, valutazioni recenti mostrano che ha cambiato il modo in cui studenti e famiglie gestiscono la plastica. L'educazione ambientale, insomma, si costruisce anche fra i banchi: un oggetto alla volta, come suggerisce Besada.

di Alessandro Rossi


FONTE: https://www.buonenotizie.it

RAGGIUNGIBILE ALL'INDIRIZZO:
https://www.buonenotizie.it/sostenibilita/2026/11/05/educazione-ambientale-a-scuola-i-ragazzi-inventano-alternative-alla-plastica/shinobisan/